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Storia940x500Il Gargano può essere considerato come una montagna circondata dal mare, quasi un’isola. La parte interna del Gargano è di natura calcarea ed è occupata  da boschi di un verde intenso, nel medioevo in questi luoghi inaccessibili vivevano monaci eremiti e Monte Sant’Angelo era uno dei centri religiosi più importanti d’Europa. La parte costiera, dove troviamo Vieste, è invece di natura alluvionale e il verde intenso dei boschi lascia lo spazio al verde argenteo degli ulivi. La coltivazione intensiva dell’ulivo è molto antica come testimoniano i magnifici ulivi  secolari e i resti delle ville rustiche romane che occupavano in  modo razionale il territorio. All’interno dell’Azienda si ritrovano i resti di una di queste antiche ville ed in mezzo agli ulivi affiorano antiche tegole e i resti degli orci che contenevano l’olio prodotto. I vecchi frantoi di cui rimangono tracce sul territorio garganico sono dei veri gioielli. Sono per lo più ipogei con macine di pietra ancora in posto e con le pareti di roccia che  conservano il profumo delle olive. Il periodo  della raccolta era, allora come oggi,  l’atto finale di un anno di lavoro. Nell’attività di raccolta era impegnate tutta la manodopera disponibile ed intorno agli alberi era tutto un brulicare di persone. Ogni albero secolare poteva produrre fino a 300 kg di olive, gli uomini con scale a 32 gradini battevano le olive dagli alberi, le donne e i bambini si occupavano dei teli e della raccolta delle olive cadute a terra, alzando perfino le pietre alla ricerca di ogni singola oliva.  Niente doveva essere sprecato, tutto aveva un grande valore.